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Confronta

L’estate di San Martino tra frittelle e vino

L’estate di San Martino tra frittelle e vino

Novembre è un mese tipico di mezza stagione caratterizzato da un clima fortemente variabile, e così come in primavera esistono i noti nodi del freddo, esistono anche i nodi del caldo  come per i tre giorni di San Martino.

Ma qual è  la leggenda che accompagna l’estate di San Martino? La leggenda narra che Martino, l’11 novembre si trovasse ad Amiens, in Gallia nel cammino di ritorno verso casa. Nel bel mezzo di una bufera incontrò un mendicante rattrappito dal freddo e con un moto di generosità gli offrì metà del suo mantello. Dopo pochi attimi la pioggia smise di cadere, il vento si placò ed un bel sole fuoriuscì a riscaldare la temperatura. Quindi la leggenda prevede che la breve interruzione di tre giorni della morsa del freddo, si ripeta ogni anno per commemorare il gesto magnanimo e generoso, visto che Martino quelle stessa notte ebbe in sogno Gesù, che ebbe parole di stima per il futuro santo, sostenendo che dietro il travestimento del mendicante vi era proprio lui.

Secondo il proverbio “l’estate di san Martino dura 3 giorni e un pochinino”

Ed è in questa occasione che a Ragusa viene organizzata la prima  festa della frittella dal 12 al 13 Novembre in Piazza Poste a Ragusa, dalle ore 11:30 alle ore 23:30 in una tensostruttura.

La guest star di questa festa sarà proprio la “Frittella” classica, con uvetta, noci e finocchietto selvatico, con ricotta, crema o cioccolato…e poi ancora rivisitazioni moderne di questo dolce tipico in frittelle ai sette veli, con nocciole e noccioline, le gustosissime frittelle ai tre cioccolati, al marron glacè,, all’ananas, all’arancia e Martini.Per le salate ci sono anche le frittelle al Ragusano Dop e quelle alla zucca e salsiccia, oltre quelle alla salvia, alle zucchine, ai carciofi, agli asparagi, alla pancetta, all’nduia, alle olive, ai tre profumi con pesce spada, salmone e tonno, ed ancora al pesce azzurro, alle acciughe, per un in totale di circa trenta i gusti disponibili. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino locale.

  

Secondo l’enciclopedia Treccani: frittèlla s. f. [der. di fritto]. Cucchiaiata di pasta liquida, lievitata o no, con o senza zucchero e uova, spesso anche con altri ingredienti (uva passa, pinoli, ecc.), gettata a friggere a fuoco vivo in padella; si fanno anche frittelle di riso, di semolino, di farina gialla, di mele, ecc.; in molti luoghi le frittelle, preparate in modo diverso da regione a regione, costituiscono un dolce tradizionale.

Secondo la tradizione ragusana: frittèlla s. f. [der. di fritto a più non posso] sinonimo di gusto, ma soprattutto di calorie.

Quindi per smaltire i chili di troppo accumulati con la degustazione del tradizionale dolce novembrino vi consigliamo Sabato alle ore 20:00 di ballare con la musica folk dei “Gira Vota e Furria” e poi domenica con la musica d’intrattenimento fino a sera. E poi perchè non passeggiare per il nostro affascinante centro storico ritrovando la calda e buona tradizione di una bella passeggiata con la famiglia tra una frittella e l’altra!

Dulcis in fundo vi regaliamo la ricetta della nonna di uno dei piatti della tradizione siciliana, le frittelle:

Ingredienti: 
Farina 1kg
Patate 400gr
Lievito di birra 1 panetto
Uvetta passa a vostro piacimento
Semi di finocchietto a vostro piacimento
Noci a vostro piacimento
Olio per friggere 1 lt
Zucchero quanto basta
Preparazione:
Cominciate mettendo l’uva passa ammollo in acqua tiepida per qualche ora, in modo tale che si ammorbidisca. Lessate le patate e lasciatele raffreddare.
Quando tutti gli ingredienti sono pronti, mettete il lievito di birra in acqua tiepida e fatelo sciogliere. A questo punto impastare acqua e farina.
L’impasto deve essere molto morbido, quasi liquido. La consistenza deve essere tale da poterlo prendere con un cucchiaio e farlo scivolare giù con le dita.
Adesso potete aggiungere le patate, dopo averle sbucciate e filtrate con un passatutto. Aggiungete l’uva passa, le noci e i semi di finocchietto. Questi sono ingredienti che vanno dosati a proprio piacimento o non vanno messi se non piacciono. Ci si può sbizzarrire come si vuole, anche mettendo delle gocce di cioccolato, pezzi di mela o ricotta.
Unite il lievito, impastate con le mani e fate lievitare per due ore. Alla fine vedrete che l’impasto sarà più che raddoppiato.
Riscaldate l’olio di semi con un pentolino, in modo che sia profondo almeno 6-7 cm. Una volta che l’olio raggiunge la temperatura desiderata, fate cadere l’impasto un pò alla volta con il cucchiaio. Si formeranno delle palline di circa 5cm di diametro.
Appena saranno dorate al punto giusto, scolatele e ponetele su carta assorbente, quindi potete passarle nello zucchero.

 

 

Buon appetito!

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Un pensiero su “L’estate di San Martino tra frittelle e vino”

  • Sannypourb

    12 dicembre 2018 a 2:48

    Nice posts! 🙂
    ___
    Sanny

    Rispondi

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